Supporto sociale e legale per persone migranti e richiedenti asilo LGBTIQA+

Ogni situazione è diversa. Per questo non proponiamo percorsi standardizzati, ma costruiamo il sostegno insieme alla persona, tenendo conto della sua storia, delle sue esigenze e della fase della procedura in cui si trova

Per alcune persone LGBTIQA+, migrare non è una scelta, ma una necessità.

Quando il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere espongono a violenze, discriminazioni, persecuzioni o al rischio di non poter vivere liberamente e in sicurezza nel proprio Paese, cercare protezione può diventare l’unica possibilità per costruire una nuova vita.

Per questo, per IAM Intersectionalities and More APS, offrire supporto alle persone LGBTIQA+ migranti significa accompagnarle non solo nell’accesso ai servizi e alle informazioni, ma anche nel riconoscimento e nell’esercizio dei propri diritti.

Il nostro intervento unisce una dimensione sociale e una dimensione di supporto alla procedura di protezione internazionale, con un’attenzione particolare alle esperienze legate all’orientamento sessuale e/o all’identità di genere.

Lavoriamo insieme alla persona, partendo dalla sua storia, dai suoi bisogni e dal momento del percorso migratorio in cui si trova.

Protezione internazionale — Un percorso da affrontare insieme

La richiesta di protezione internazionale in Italia può essere un percorso complesso, soprattutto quando le ragioni che hanno portato una persona a lasciare il proprio Paese sono legate al proprio orientamento sessuale e/o alla propria identità di genere.

Raccontare la propria storia, ricostruire ciò che è accaduto, comprendere quali informazioni siano importanti e affrontare i diversi momenti della procedura può essere difficile.

 

Per questo offriamo un accompagnamento individuale, rispettoso e competente, che permette alla persona di comprendere meglio il percorso che sta affrontando e di prepararsi ai diversi passaggi della procedura.

E’ importante sapere che la procedura è uguale su tutto il territorio nazionale ma diverse sono le modalità di accesso all’ufficio della Polizia di Stato, chiamato Questura, dove si inizia ufficialmente la procedura di protezione internazionale / asilo portando alcuni documenti necessari al primo appuntamento (fototessere, dichiarazione di ospitalità, storia scritta a mano in lingua nativa rispetto ai motivi per i quali si è lasciato il paese di origine e passaporto del paese di origine), formalizzato in un secondo appuntamento attraverso un documento ufficiale chiamato C3.

Il sostegno può essere attivato in momenti differenti, anche quando la procedura è già iniziata, e può svolgersi in collaborazione con cooperative e realtà che si occupano dell’accoglienza delle persone migranti.

Per le persone che vivono presso privati, possiamo accompagnare il percorso fin dall’inizio, offrendo supporto nella procedura e nelle fasi successive legate all’ottenimento e alla gestione della documentazione.


Il nostro lavoro nasce dalla consapevolezza che orientamento sessuale e identità di genere possono avere un ruolo importante nell’esperienza migratoria.

Una persona può arrivare in Italia dopo aver vissuto discriminazioni, violenze, minacce, rifiuto familiare o sociale, persecuzioni o altre forme di esclusione.

In altri casi può avere difficoltà a raccontare la propria esperienza o a riconoscere come rilevanti, all’interno della propria storia, gli episodi legati al proprio orientamento sessuale o alla propria identità di genere.

Creiamo quindi uno spazio nel quale poter parlare della propria esperienza senza giudizio, con rispetto per i tempi e le modalità di ciascuna persona.

Il nostro supporto può riguardare, a seconda delle necessità, la comprensione della procedura, la ricostruzione della propria storia, la preparazione ai diversi passaggi del percorso e l’orientamento rispetto alla documentazione e ai servizi disponibili.

Quando necessario, lavoriamo in rete con le realtà professionali e territoriali competenti, favorendo una presa in carico il più possibile completa.

Raccontare la propria storia può richiedere fiducia.

Per questo consideriamo la riservatezza una parte fondamentale del nostro lavoro.

Le informazioni raccolte durante i colloqui vengono trattate da personale esperto e non vengono divulgate all’esterno al di fuori delle condizioni e delle finalità previste dalla normativa sulla privacy e dal percorso concordato con la persona.

Ogni colloquio è uno spazio nel quale poter parlare della propria esperienza sentendosi ascoltati, rispettati e tutelati.

Il servizio di supporto è gratuito.

Per accedere alle attività dell’associazione è richiesta la tessera associativa, del costo di 10 euro. È inoltre richiesta una donazione liberale a partire da 30 euro, destinata a sostenerele attività che IAM porta avanti a favore delle persone che accompagniamo.

La possibilità di offrire questo servizio nasce infatti anche dall’impegno volontario delle persone che collaborano con l’associazione.

Il lavoro di IAM non si limita all’accompagnamento individuale.

Ci occupiamo anche di formazione sui temi legati alle persone LGBTI migranti, all’orientamento sessuale, all’identità di genere, alla discriminazione e alle specificità dei percorsi di protezione internazionale.

La formazione è rivolta alle realtà e alle persone che, a vario titolo, entrano in contatto con queste esperienze e desiderano sviluppare maggiori competenze e strumenti per offrire un’accoglienza più consapevole e rispettosa.

Crediamo inoltre che il sostegno non passi soltanto dai servizi.

Per questo creiamo anche occasioni di incontro e socializzazione rivolte alle persone migranti che desiderano partecipare.

Sono momenti informali e non obbligatori, pensati per incontrarsi, conoscersi, condividere esperienze e costruire relazioni in uno spazio accogliente.

Partecipare alla dimensione sociale dell’associazione non è un requisito per accedere al servizio di supporto.

 

Ogni persona ha il diritto di essere ascoltata

Chiedere protezione significa poter raccontare la propria storia.

Significa avere la possibilità di essere ascoltati senza che la propria identità diventi motivo di giudizio, esclusione o ulteriore vulnerabilità.

Per IAM, accompagnare una persona LGBTIQA+ migrante significa lavorare perché possa comprendere i propri diritti, affrontare il proprio percorso con maggiore consapevolezza e trovare uno spazio nel quale sentirsi riconosciuta e rispettata.

Non decidiamo chi una persona debba essere.

Non chiediamo di adeguarsi a un modello.

Lavoriamo insieme perché possa avere gli strumenti per raccontarsi, scegliere e costruire il proprio percorso.

Scopri il nostro servizio

  • Supporto sociale e accompagnamento individuale
  • Supporto alla procedura di protezione internazionale per motivi legati all’orientamento sessuale e/o all’identità di genere
  • Accompagnamento durante le diverse fasi della procedura
  • Collaborazione con cooperative e realtà che si occupano di accoglienza
  • Supporto alle persone che vivono presso privati, dall’avvio della procedura alle fasi successive relative alla documentazione
  • Formazione sui temi LGBTIQA+ e migratori
  • Occasioni di incontro e socializzazione per le persone migranti che desiderano partecipare

Per informazioni sul servizio, sulle modalità di accesso e per concordare un primo colloquio, contattaci scrivendo una mail a intersectionalitiesandmore@gmail.com o via WhatsApp al numero 0039 3393389448.